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"Katabasis" di R. F. Kuang

  • Immagine del redattore: I Libri di Stardust
    I Libri di Stardust
  • 21 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 24 dic 2025


TITOLO: Katabasis

AUTRICE: R. F. Kuang

CASA EDITRICE: @oscarvault @mondadori che ringrazio ancora per la copia.

NUMERO PAGINE: 576


Sapevo che con la Kuang non si scherza, sapevo bene a cosa andavo in contro scegliendo di leggere questo libro.

Se devo trovare un singolo aggettivo per descriverlo in toto, è senz'altro complesso.

Sicuramente non è un libro adatto a tutti, perché se cercate un fantasy, un romance o un mix delle due cose, beh... avete proprio sbagliato alla grande.


Katabasis è un racconto di emozioni contrastanti e fastidiose che invadono la mente umana e che, in questo caso specifico, si concentrano nel periodo delicato e decisamente pesante dell'Università; qui in particolare ci troviamo a Cambridge.

Siamo di fronte ad un vero dark academia al cui interno troviamo accenni che appartengono al fantasy, soprattutto in merito al fatto che esiste la magia. Tuttavia, è una magia che personalmente, e forse anche oggettivamente, ha davvero poco di "magico", inteso come incredibile, fantastico e poetico anche.


Quelle che nel nostro immaginario comune vediamo come le fatiche, le difficoltà, le sfide, le cadute che caratterizzano questo ambiente specifico, sono a dir poco estremizzate.

In modo particolare, ciò accade per Alice Law, la protagonista della storia.

Il suo percorso universitario è spiegato poco alla volta, man mano che si procede con la lettura. Se in un primo momento sembra essere solo molto duro e pesante, con poche soddisfazioni fugaci; gradualmente capiamo quanto ogni cosa in realtà sia tossica, sbagliata e quasi rasente la follia.


Alice, ricorda la sua esperienza universitaria mentre discende all'inferno per trovare l'anima del suo professore e riportarlo in vita. La motivazione? Avere la sua agognata lettera di raccomandazione per la futura carriera accademica e lavorativa.

A prendere la stessa scellerata decisione è anche il suo compagno di studi / dottorando rivale, Peter Murdoch.

Li seguiremo, quindi, in questa estenuante discesa che si rivelerà molto più complessa di quello che avevano prospettato.


Senza ulteriori indugi la mia opinione a riguardo è molto semplice: è un ottimo libro ed è estremamente interessante. La narrazione è costruita in modo magistrale e la caratterizzazione dei personaggi è profonda e vivida. Tutto fa intendere che nulla sia lasciato al caso ed ogni aspetto, personaggio e ambiente ha il suo perché.

Tuttavia per me ha avuto un grosso difetto, che relego a semplice gusto personale e che non ha reso la lettura fluida e gustosa (sì, provo gusto nel leggere, specie dopo una lunga giornata faticosa) come avrei voluto. Ovvero che ci fosse davvero tanta filosofia e ragionamenti logico-matematici più o meno difficili, che personalmente ho sempre odiato con tutta me stessa.

Ed è questo aspetto ad essere motore della magia e quindi, di conseguenza, della vita stessa dei personaggi principali.

Perciò sicuramente non è un lettura leggera e da prendere sottogamba.

Alle volte ero io stessa in difficoltà nel capire e adottavo il mio classico metodo elementare infallibile: "se lo dici tu, ci credo"!! 😂


Inoltre, mi preme dire che vengono trattati temi davvero delicati come la depressione, l'abuso (di vario tipo), disturbi d'ansia e tanto altro. Questo si riaggancia a quanto dicevo sopra riguardo alla tossicità dell'ambiente universitario, che nella storia alle volte viene estremizzata e spesso anche ridicolizzata nelle sue dinamiche interne.

Tuttavia, ci sono anche momenti di grandi verità ed aspetti che rispecchiano una realtà brutta e scomoda.


"𝑰 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒐𝒓𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒍'𝒊𝒎𝒑𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒗𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒍𝒆 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆... 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍' 𝒂𝒓𝒄𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒗𝒆𝒅𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒐𝒛𝒛𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒓𝒂𝒏𝒛𝒐𝒔𝒊, 𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒈𝒍𝒊 𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊 𝒅𝒆𝒊 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒔𝒕𝒖𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒗𝒂𝒍𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒖𝒏𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒐".

Alice e Peter li ho visti come due facce della stessa medaglia... tanto diversi, quanto simili. L'uno che potrebbe compensare sull'altro, ma allo stesso tempo si annullano a vicenda. Non c'è quasi affatto del romantico, ma sicuramente è l'inizio di qualcosa di profondo. Il loro rapporto è incredibilmente contorto, ma almeno non siamo di fronte alla solita storia.


Nota super positiva va all'ambientazione e alla creatività stessa dell'autrice che ha attinto da diverse fonti per l'ideazione del suo Inferno e sinceramente a me è piaciuto tantissimo. Le parti che preferivo erano proprio quelle legate alla descrizione e all'atmosfera che si respirava nella discesa dei vari gironi e tutto quello che vi ruotava attorno.


Per concludere, lo consiglio a coloro che cercano una storia articolata e alle volte quasi disturbante. A chi ama lo stile di scrittura privo di fronzoli, ma assolutamente netto e tagliente.



 
 
 

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